dal sito: www.zeusnews.it
Si inietta in vena e permette di fare a meno di respirare anche per 30 minuti.
Una siringa contenente microparticelle iniettabili di ossigeno, in grado di tenere in vita una persona che non è in grado di respirare per 15 o 30 minuti: è questa l'invenzione del dottor John Khier del Children's Hospital di Boston.
L'idea gli è venuta sei anni fa, quando una ragazza sua paziente, affetta da polmonite, morì perché i polmoni non erano più in grado di garantire al cervello l'apporto di ossigeno necessario.
Utilizzando una procedura nota come sonicazione ha mescolato lipidi e ossigeno, creando un mix composto da particelle di ossigeno circondate da un "guscio" esterno di grasso, ciascuna con un diametro tra i due e i quattro micron.
Le particelle sono così piccole da poter passare attraverso i capillari a differenza dell'ossigeno puro che, se iniettato direttamente, formerebbe delle bolle in grado di bloccare il flusso sanguigno provocando un'embolia.
I test hanno dimostrato come questa soluzione permetta di tenere in vita animali con la trachea bloccata per 15 minuti senza la necessità che questi debbano respirare: in pochi secondi l'idea del dottor Khier è in grado di riportare i livelli di ossigeno nella norma.
«È un sostituto dell'ossigeno a breve termine, un modo per iniettare ossigeno nei pazienti durante pochi minuti critici. Alla fine, potrebbe essere conservato in siringhe presenti in ogni carrello per le emergenze, nelle ambulanze o negli elicotteri del soccorso per aiutare a stabilizzare i pazienti che hanno difficoltà a respirare» spiega il dottor Khier.
Questo sistema è definito «a breve termine» perché può essere utilizzato al posto della normale respirazione al massimo per 15 o 30 minuti; continuare più al lungo sarebbe pericoloso, perché il vettore liquido sovraccaricherebbe la circolazione sanguigna.
Una descrizione particolareggiata dell'iniezione di ossigeno è stata pubblicata su Science Translational Medicine.
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