dal sito: www.repubblica.it
SICUREZZA
I dati dell'ultimo rapporto Symantec sulla sicurezza di
internet. La città è la seconda al mondo (dopo Taipei) per numero di
computer infetti. Ogni giorno partono 42 miliardi di mail spam. E il web
'sacro' è colpito quasi cinque volte di più delle pagine pornografiche
di FRANCESCA TARISSI
ROMA Caput Mundi, e ora anche capitale dei virus informatici. L'ultimo
Internet Security Threat Report,
stilato da Symantec sulla diffusione a livello mondiale di malware nel
2011, attribuisce alla città eterna un nuovo primato. Roma risulta
infatti essere al primo posto, come pure l'intera Penisola, per numero
di bot nei Paesi dell'area Emea (Europa, Medio oriente e Africa) e la
seconda al mondo, subito dopo Taipei a Taiwan.
I bot sono
computer infetti che, all'insaputa dell'utente, vengono controllati e
utilizzati dai malintenzionati per lanciare attacchi coordinati e
mirati. A seguire, ma con molto distacco, Milano, Cagliari, Arezzo e
Bolzano. Da questo punto di vista il rapporto dell'azienda antivirus è
lapidario: il 4 per cento di tutto lo spam e il phishing rilevato nelle
regioni Emea proviene dal nostro Paese.
Prova
ne sia che l'italiano risulta essere una delle dieci lingue più
utilizzate, dopo l'inglese, nei testi delle posta spazzatura. In cifre
vuol dire che una mail di spam ogni 701 parla la nostra lingua. A
consolarci (parzialmente), il primo posto della Russia per numero di pc
zombie utilizzati come spammatori, e il primo posto assoluto sul podio
delle attività legate al phishing conquistato dalla Germania.
Ma se l'Italia non brilla per la sicurezza informatica, anche il resto del mondo non sembra passarsela meglio. Il diciassettesimo
Internet Security Threat Report,
infatti, non manca di riservare delle sorprese. Analizzando i vari di
tipi di virus, worm, trojan e azioni informatiche nocive (come i
network attack e i
web based attack),
emergono dati allarmanti. Mentre il numero di vulnerabilità è
diminuito del 20 per cento e lo spam globale è sceso dall'86 per cento
del 2010 al 75 per cento del 2011 (equivalente comunque a 42 miliardi
di email spam al giorno), la quantità di attacchi informatici è
cresciuto dell'81 per cento. In media, 1,1 milioni di identità sono
state esposte per ogni singola violazione di dati nel 2011, con una
crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti.
Gli
attacchi sono diretti soprattutto verso le aziende di ogni dimensione,
il furto dei dati dei dipendenti e i loro dispositivi mobili. Che siano
aziendali o privati, però, tablet e smartphone non piacciono solo ai
proprietari ma sono ormai privilegiati anche dai cyber criminali. Un
dato su tutti: lo scorso anno le minacce per i dispositivi mobili,
sviluppate specificamente per carpire le informazioni memorizzate su
terminali e tavolette digitali, soprattutto Android, sono cresciute del
93 per cento. Nel 2010 erano 163, oggi sono oltre 315.
Attenzione soprattutto a non perdere d'occhio il cellulare, il tablet e
anche le chiavette Usb. Se l'hacking in 12 mesi ha esposto ben 187
milioni di identità, il numero più alto per qualunque tipo di violazione
verificatasi lo scorso anno, occorre dire che il dieci per cento (18,5
milioni) è stata causata dal furto o dallo smarrimento degli strumenti
informatici su cui siamo soliti conservare i nostri dati.
Altri dati interessanti riguardano la varietà delle vulnerabilità
informatiche: lo scorso anno ne sono state scoperte ben 4.989 nuove,
mentre le varianti uniche di malware verificate sono salite a 403
milioni contro i 286 del 2010.
Tra i siti più insidiati, i
religiosi/ideologici. Da quanto rivela il rapporto di Symantec,
sembrerebbe che gli utenti siano molto più interessati al sacro che al
profano. Al punto da spingere i cyber criminali a dedicarsi con
maggiore attenzione agli spazi web dedicati ai culti che non a quelli a
luci rosse. I primi, infatti, superano i secondi per numero di minacce
medie presenti per sito infetto con un rapporto di 115 a 25.
E
se pensate/sperate che rilassarvi facendo due chiacchiere su Facebook o
Twitter sia un'attività senza conseguenze, siate consci di nutrire una
falsa speranza. A detta del report, infatti, i social network sono la
nuova terra di conquista dei criminali informatici che, grazie alle
tecniche di social engineering e alla natura virale delle reti sociali,
più facilmente riescono a diffondere le minacce.
(02 maggio 2012)