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sabato 21 aprile 2012

XNA, l'alternativa sintetica al DNA

dal sito: www.lescienze.it
 
Per la prima volta si è riusciti a ottenere un sistema di codifica, trasmissione ed evoluzione dell’informazione genetica basato su acidi nucleici differenti da DNA e RNA, gli XNA. La scoperta può chiarire le origini della vita: uno di questi acidi nucleici sintetizzato dagli scienziati potrebbe infatti essere l’anello mancante fra il mondo pre-biotico e l'ipotizzato “mondo a RNA” primordiale  (red)

Alla base della vita ci sono due molecole: DNA e RNA, le sole che siano in grado di codificare e trasmettere le informazioni genetiche, e in grado di adattarsi nel corso del tempo ai cambiamenti, attraverso processi di evoluzione darwiniana. O almeno, erano le sole fino a ieri. A esse, come viene illustrato in un articolo pubblicato su “Science”, se ne affiancano ora delle altre: gli XNA.

Si tratta di una serie di acidi nucleici (NA, da nucleic acid) prodotti per sintesi da un gruppo di ricercatori del Medical Research Council di Cambridge, in Gran Bretagna, della Katholieke Universiteit di Lovanio, dell’Arizona State University e della Syddansk Universitet di Odense.

Il fatto che tutta la vita che conosciamo si basi su queste due molecole ha da tempo indotto gli scienziati a chiedersi se la trasmissione delle informazioni genetiche, ossia l’ereditarietà, e l’evoluzione potessero avvenire solo attraverso di esse. E proprio in questo filone di ricerca si inserisce la scoperta pubblicata su «Science».

Gli acidi nucleici sono polimeri i cui monomeri sono costituiti da un gruppo fosfato, uno zucchero e una di cinque possibili basi azotate, che rappresentano le lettere dell’alfabeto con cui si articola il codice genetico. Nel caso del DNA, lo zucchero è il deossiribosio e la basi azotate sono adenina, guanina, citosina e timina, mentre nell’RNA lo zucchero è il ribosio e una delle quattro precedenti basi azotate, la timina, è sostituita da un’altra, l’uracile.

Negli XNA, al posto degli zuccheri ribosio o deossiribosio c’è arabinosio (ANA), 2-fluoro-arabinosio (FANA), treosio (TNA), un analogo "bloccato" del ribosio (LNA, locked nucleic acid) anidroesitolo (HNA) o addirittura cicloesene (CeNA).

XNA, l'alternativa sintetica al DNA
Il DNA e le sue alternative sintetiche  (Cortesia Science /AAAS)
In realtà, i ricercatori hanno preso in esame anche altri possibili XNA, ma per questi sono riusciti a ottenere un altro elemento essenziale alla trasmissione dell’informazione genetica: le polimerasi.

Le DNA e RNA polimerasi sono enzimi capaci di leggere, trascrivere e retro-trascrivere le normali sequenze di acidi nucleici. In natura, tuttavia, non esistono polimerasi per le molecole di XNA. I ricercatori sono però riusciti a produrre polimerasi sintetici che potrebbero copiare il DNA in XNA e altre che potrebbero retro-trascrivere gli XNA in DNA.

Vitor B. Pinheiro, primo firmatario dell’articolo, e collaboratori hanno mostrato che diversi XNA possono funzionare come polimeri genetici sintetici, ma non hanno ancora realizzato un sistema genetico sintetico completamente “autonomo” rispetto al DNA. Tuttavia ciò è più che sufficiente per rilanciare il dibattito sule origini della vita. Secondo un'ipotesi, la più semplice molecola di RNA avrebbe preceduto il DNA come mezzo di codifica dell’informazione genetica e i primi esempi di vita si sarebbero basati sull’RNA dato che questa molecola è anche in grado di catalizzare reazioni chimiche, come un enzima.

Tuttavia, la comparsa di una molecola complessa come l’RNA da una sequenza di processi casuali a partire da prodotti chimici semplici è da molti considerato un evento improbabile. "Si tratta di un grande problema", osserva John C. Chaput, che ha partecipato alla ricerca. "Come sarebbe potuto emergere un mondo a RNA? Si è generato spontaneamente, o era il prodotto di qualcosa di ancora più semplice?"

Secondo i ricercatori, il TNA potrebbe essere un buon candidato al ruolo di intermediario fra il mondo pre-biotico e il mondo a RNA. "Il TNA fa alcune cose interessanti", dice Chaput, sottolineando la capacità della molecola di legarsi con accoppiamento di basi antiparallelo all’RNA. "Questa struttura fornisce un modello di come gli XNA avrebbero potuto trasferire le informazioni dal mondo pre-RNA al mondo RNA".

martedì 19 luglio 2011

Quel clic della genetica che accende l' intelligenza

da Repubblica.it

L' eterno tentativo dell' uomo di aumentare la propria intelligenza passa oggi attraverso l' ingegneria genetica. Facendo scattare un gene come fosse un interruttore, i ricercatori della Columbia University di New York hanno aumentato il numero di neuroni in alcuni topolini, rendendoli più scaltri in una serie di test che nei laboratori si usano per misurare le capacità cognitive e di orientamento degli animali. «Siamo intervenuti - scrivono i ricercatori guidati da René Hen su Nature - su un gene che regola il numero di neuroni del cervello adulto, causando la scomparsa del 50-80% delle cellule di nuova formazione». È ormai assodato infatti che i neuroni non diminuiscano inesorabilmente con l' avanzare dell' età, ma che nuove cellule si formano continuamente per rimpiazzare quelle che muoiono. La genesi dei nuovi neuroni viene tenuta sotto controllo appunto dal gene Bax, che ne sfronda oltre la metà. Bloccando Bax con un intervento di ingegneria genetica nei topolini, prosegue Hen, «abbiamo riscontrato un netto aumento del numero dei neuroni». A seconda del tipo di cellule considerate, l' amplificazione è stata misurata in 2-4 volte rispetto alle cavie con l' "interruttore" del gene acceso. E al momento dei test di orientamento nello spazio, i topolini col cervello "arricchito" hanno tradotto il loro bagaglio di neuroni nella capacità di riconoscere con più sicurezza le diverse stanze in cui erano stati condotti, e nelle quali avevano ricevuto una leggera scossa elettrica a una zampa. Questa capacità è considerata l' equivalente del concetto di intelligenza nei roditori. L' aumento dei neuroni nello studio della Columbia era concentrato nell' ippocampo, area del cervello legata a formazione dei ricordi e memoria spaziale. Un famoso studio inglese di 10 anni fa sui tassisti londinesi (mai riprodotto, e quindi guardato oggi con un po' di scetticismo) dimostrò che trascorrere le giornate fra stradee vicoli ha come effetto un aumento delle dimensioni dell' ippocampo. «Oltretutto- proseguonoi ricercatori- i topolini senza Bax avevano voglia di muoversi ed esplorare e mostravano molta meno ansia anche quando si trovavano in ambienti aperti, esposti ai pericoli». Accanto a questa scoperta, aggiunge Piergiorgio Strata, presidente dell' Istituto italiano di neuroscienze a Torino, «ce ne sono altre in arrivo. Riguardano la scoperta di geni che aumentano la plasticità del cervello, che portano cioè a un aumento delle connessioni fra i neuroni. Un cervello plastico è come una stazione ferroviaria con molti binari, scambi e una circolazione intensa di convogli». Altri tentativi di migliorare l' intelligenza hanno seguito la via farmacologica, attraverso l' uso - considerato rischioso - di medicine contro l' Alzheimer o per combattere la narcolessia. «Ma la strada più efficace- conclude Strata- resta l' esercizio fisico e mentale, l' abitudine a imparare a memoria e una dieta con poca carne e molto pesce». - ELENA DUSI