Invece di cristalli liquidi, led, schermi a matrice di qualunque tecnologia, il vecchio supporto di cellulosa potrebbe rivelarsi la chiave di volta del futuro della parola scritta (e forse anche delle immagini in movimento... chissà...). Buona lettura!
Sergio
dal sito: www.repubblica.it
RICERCA
Il materiale si arricchisce grazie a nanoparticelle di natura diversa che di volta in volta danno diverse qualità, lasciando intatta la struttura originaria. La tecnica messa a punto all'Istituto italiano di tecnologia di Genova di ALESSIA MANFREDI
MAGNETICA, antibatterica, fosforescente, idrorepellente e altro ancora: la carta diventa intelligente, grazie a infinitesimali particelle che le regalano nuove proprietà, conservandone però intatta la struttura originaria. L'idea di arricchire un materiale quotidiano, ubiquo e basso costo, grazie alla nanotecnologia è nata in Italia nei laboratori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova dove un gruppo di giovani scienziati internazionali ha messo a punto la tecnica. Semplice, quasi banale, che apre però la via ad un futuro di applicazioni sempre più complesse.Come si ottiene la super carta? Foderando le singole fibre di cellulosa con nanoparticelle di natura diversa che danno di volta in volta effetti specifici. Con l'ossido di ferro la carta diventa magnetica, l'argento invece la rende antibatterica, con il biossido di silicio diventa idrorepellente. Ma rimane sempre carta e ne conserva comodità e versatilità: si piega, si stampa, si arrotola, si accartoccia.
"Non si tratta di applicare una superficie sul foglio" spiega a Repubblica. it Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'IIT. "E' piuttosto un involucro tridimensionale che avvolge ogni singola fibra, aumentando così gli usi possibili dei prodotti cartacei". Una piccola rivoluzione, che a Despina Fragouli, team leader del Centro per le nanotecnologie biomolecolari dell'IIT è valsa il premio TR35-giovani innovatori, ideato da Technology Review, la rivista del Mit americano, andato anche ad altri tre ricercatori dell'istituto per ricerche diverse.
"Al progetto ha lavorato un gruppo di ricercatori giovani, fra cui molte donne, di diversi paesi" racconta Cingolani. "Spesso", continua, "si ha l'idea che le nanotecnologie implichino processi che necessitano di budget stratosferici, ma non è sempre così e questo caso lo dimostra".
La tecnica - brevettata dall'istituto - non è particolarmente complicata, anzi. Ed è talmente "friendly", che all'istituto la usano per fare esercitazioni pratiche con gli studenti dei licei. Sulle colline di Bolzaneto, sede della struttura - fondazione istituita con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero dell'Economia e Finanze per promuovere l'eccellenza nella ricerca di base e applicata - è in forza un esercito di oltre 650 cervelli. Vengono da 35 paesi diversi, età media 33 anni e mezzo. Fra questi anche molti "cervelli di ritorno" che fanno ricerca fra nanotecnologie, neuroscienze, sviluppo di farmaci intelligenti e robotica avanzata: è qui, infatti, che è nato iCub, il cucciolo di robot antropomorfo e prima piattaforma umanoide open source - sia per l'hardware che per il software - ideata per studiare la cognizione umana e l'intelligenza artificiale.
La carta intelligente guarda avanti. Una delle possibili applicazioni riguarda il campo dei documenti preziosi che si possono, ad esempio, crittografare magnetizzandone una piccola porzione. Fogli antibatterici possono essere impiegati per impacchettare alimenti. "Un tessuto antibatterico ha ovvie applicazioni in campo medico", sottolinea Cingolani. Perché la carta è solo un primo gradino, il meno complesso. La tecnica si può applicare anche a diversi materiali, fra cui, per primi, i tessuti.
(23 aprile 2012)
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