MOBILE
Gli operatori cercano di espandere le reti acquistando banda da altri servizi. "O così, o non riusciremo a soddisfare la domanda", dicono. Ma dal mondo scientifico si alzano i dubbi: "Ogni previsione di questo tipo non si è mai avverata", dice l'inventore del cellulare. E uno dei padri di internet aggiunge: "Parlare di spettro e frequenze oggi è obsoleto"
LE RETI WIRELESS sono prossime al collasso. I grandi operatori statunitensi lanciano l'allarme:"Nei prossimi anni non avremo abbastanza banda per coprire l'enorme richiesta del mercato mobile". Verizon, AT&T, Sprint e T-Mobile chiedono più spettro radio, agitando anche un altro spettro: quello della crescita dei prezzi, quando la banda in mobilità diventerà un bene di lusso e le connessioni di qualità si faranno pagare.Pericolo o esagerazione? Non sembra dello stesso avviso Martin Cooper, l'inventore del telefono cellulare. Parafrasando Mark Twain Cooper dice che gli scenari apocalittici dipinti dai big della banda sono "largamente esagerati". Eppure, gli operatori insistono: da qui a qualche anno, comunicano, le infrastrutture dedicate al wireless potrebbero collassare sotto il peso delle richieste, e il risultato potrebbe essere lentezza di navigazione e difficoltà a trovare il segnale". Ed McFadden, vice presidente della comunicazione dell'operatore Verizon, dice senza mezzi termini: "Potremmo potenzialmente trovarci nella situazione di non poter soddisfare le necessità degli utenti". Ma qualcuno tra gli addetti ai lavori, soprattutto tecnici e ingegneri, vedono l'allarme come uno strumento strategico utilizzato dalle aziende per proteggere il loro mercato.
A tale proposito, Cooper dichiara che "Nell'ultimo secolo, ogni volta che si è prefigurato un problema di disponibilità di banda, è arrivata una tecnologia a salvare la situazione dagli scenari peggiori". E traccia linee economiche: "Acquistare banda è il modo più facile per gli operatori di espandere le loro reti, ma in realtà le tecnologie in arrivo, tra cui nuovi tipi di antenne e tecniche software, potranno aiutare a rendere attivi milioni di dispositivi senza necessariamente passare per l'ingrandimento dei network".
Le frequenze del vicino. A favore degli operatori parlano i numeri. Secondo uno studio di Cisco Systems, l'uso di dati in mobilità è raddoppiato nel 2011. E di pari passo il numero di smartphone e dispositivi post-pc, che hanno necessità di essere sempre connessi per operare secondo le loro prerogative. Gli operatori chiedono quindi che la Federal Trade Commission analizzi la situazione dal punto di vista del numero delle richieste e prenda la banda là dove c'è. Ovvero alle altre strutture e servizi che ne fanno uso, dall'esercito alle emittenti commerciali, dalle comunicazioni a bassa frequenza all'FM. Verizon ha tentato persino l'acquisto di frequenze dai servizi di Time Warner e Comcast. E anche la FCC non è in disaccordo sulla necessità di ampliare lo spettro per il wireless, ma riconosce che l'evoluzione tecnologica e il miglioramento della ricezione nei dispositivi faranno e dovranno fare la loro parte.
In realtà, come spiega l'ex docente del Mit e uno degli architetti storici di internet David Reed, "Lo spettro elettromagnetico non è limitato. Si tende a pensarlo così perché è diviso in frequenze assegnate. Ed esistono già tecniche per trasmettere segnali diversi su una medesima frequenza". E aggiunge: "La parola spettro è inappropriata. E' un concetto degli anni 20 che oggi non ha alcun senso". E forse dalle parole di Reed passa il futuro che verrà, come quando progettava la rete che oggi circonda il mondo.
(20 aprile 2012)
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