dal sito: www.focus.it
Lo scienziato John Lilly,
inventore della vasca di deprivazione sensoriale, nel 1977 - Foto: ©
Roger Ressmeyer/CORBIS
È una condizione in cui gli organi di senso sono privati di ogni stimolazione esterna. I suoi effetti sono stati studiati negli anni ’50 dal neuroscienziato americano John Lilly, nei laboratori dell’Istituto nazionale di salute mentale degli Usa. A tutto relax. Per farlo, utilizzò una grande vasca, detta appunto “vasca di deprivazione sensoriale”: per eliminare ogni sensazione tattile e termica, era riempita di acqua salata a temperatura corporea, così che il corpo galleggiasse e senza alcuna sensazione di freddo o di caldo. Inoltre, un coperchio impediva alla luce di filtrare e garantiva un perfetto isolamento acustico. L’ipotesi di Lilly era che, senza alcuna stimolazione sensoriale, il cervello cessasse qualunque attività. Scoprì invece che l’assenza di stimoli conduce a un profondo rilassamento e a uno stato simile a quello del dormiveglia. Una sensazione psicofisica di pace ed estraneità dal mondo paragonabile a quella che viene raggiunta dai monaci buddisti con la meditazione.
Sensazioni “cerebrali”
Secondo le testimonianze di chi si è sottoposto al trattamento, già dopo una mezzora dall’immersione si inizia a riscontrare un’alterazione nella percezione dei confini del corpo. Col passare del tempo, il cervello inizia a percepire ronzii e lampi di luce, fino ad arrivare a vere e proprie allucinazioni. Inoltre, si ha la sensazione che il proprio corpo di trasformi: le braccia sembrano allungarsi, oppure accorciarsi, o scomparire del tutto. In rari casi si sono registrati episodi di delirio, a testimonianza della perdita di ogni contatto con la realtà.
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