Un esperimento ha permesso di realizzare strutture
nanoscopiche la cui chiralità può essere commutata rapidamente da
levogira a destrogira e viceversa utilizzando una radiazione
elettromagnetica a terahertz. Le applicazioni possibili vanno dai
dispositivi biomedicali agli impianti di sicurezza, fino alle tecnologie
per le telecomunicazioni
(red)
Da levogira a destrogira, e viceversa, in un
baleno: un gruppo di ricercatori del Lawrence Berkeley National
Laboratory (Berkeley Lab) del Dipartimento dell'energia degli Stati
Uniti è riuscito a dimostrare la commutazione della chiralità di una
molecola mediante un semplice fascio di radiazione. Il risultato, illustrato sulle pagine di “Nature Communications”,
potrebbe aprire la strada a un'ampia gamma di applicazioni, dai
dispositivi biomedicali agli impianti di sicurezza, per finire con le
tecnologie per le telecomunicazioni.La chiralità delle molecole, vale a dire la proprietà di avere un'immagine speculare ma non sovrapponibile, è di fondamentale importanza in molti processi chimici, poiché gli enantiomeri - le due forme simmetriche “allo specchio” di strutture chimiche identiche - non sono equivalenti dal punto di vista biochimico. Come si imparò, per esempio, a caro prezzo nel caso del talidomide, farmaco antiemetico in commercio alla fine degli anni cinquanta, che nella forma levogira produce gravi malformazioni al feto se assunto durante la gestazione. O come nel caso del limonene, una molecola presente nella buccia degli agrumi, in cui uno dei due enantiomeri profuma di limone mentre l'altro di arancia.
Oggetto della ricerca erano "metamolecole" costruite a partire da placchette di oro di dimensioni
“Se si assemblano due strutture di chiralità opposta per formare una metamolecola, la simmetria speculare viene preservata, con il risultato della scomparsa della risposta ottica”, ha sottolineato Zhang. "In altre parole, le due risposte ottiche si annullano a vicenda”.
Un particolare importante è che la radiazione elettromagnetica utilizzata è nella regione di frequenze dei terahertz (mille miliardi di cicli al secondo) ovvero all'interno dell'intervallo di risonanza delle vibrazioni delle molecole: proprio questa caratteristiche la rende un mezzo non invasivo ideale per analizzare i costituenti chimici di materiali organici e inorganici.
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