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domenica 1 luglio 2012

I misteriosi cerchi della Namibia

dal sito: www.focus.it

Ambiente

Ci sono realmente dei cerchi misteriosi. No, non pensate subito ai cerchi di grano dell’Inghilterra o, in questri ultimi tempi, anche dell’Italia. Per osservare questi cerchi misteriosi dobbiamo spostarci in Namibia, nel sud dell’Africa. Nelle desertiche pianure di quel Paese infatti, esistono centinaia di strutture circolari note come i “cerchi delle fate” che appaiono e scompaiono dopo alcuni anni senza alcuna apparente ragione. Più sono grandi e più vivono nel tempo. In media vivono per 24 anni, ma alcuni raggiungono anche i 75. Essi sono particolarmente evidenti perché la vegetazione segue la circonferenza di tali cerchi del suolo e possono avere un diametro che va da 2 m a 12 m per i più grandi. Dei misteriosi cerchi se ne è occupata anche la rivista scientifica PLoS ONE. Spiega Walter Tschinkel, biologo della Florida State University, che ha cercato di dare delle risposte al mistero: “Perché si formano tali cerchi è difficile da spiegare. Ci sono diverse ipotesi, ma nessuna è convincente in termini assoluti”. C’è che ha ipotizzato la presenza di terminati sotto ciascun cerchio, ma non si è trovata una reale correlazione, chi invece ha ipotizzato diversi nutrienti nel suolo che potevano determinare la formazione di vapori tossici, ma neppure qujesta ipotesi è stata suffragata da prove e così via. Tschinkel iniziò ad interessarsi del problema dopo un viaggio condotto nel 2005 all’interno della NamibRand Nature Reserve, quando osservò migliaia di cerchi disposti in modo apparentemente casuale lungo che nelle praterie della Namibia portavano a giorno la sabbia rossa del deserto sottostante. Poche erano state le ricerche condotte su di essi, soprattutto perché per raggiungerli bisogna compiere un viaggio di almeno 180 km dal villaggio più vicino, in un’area ricca di leopardi, struzzi, antilopi e vari altri animali, ma anche per il clima visto che di giorno si possono superare i 45°C, mentre di notte la temperatura può scendere sotto gli zero gradi. Tschinkel ha iniziato con lo studio di foto aeree e immagini satellitari riprese tra il 2004 e il 2008, un periodo durante il quale i cerchi rimasero stabili. Successivamente ha contin uato le ricerche anche sul campo giungendo ad una sua conclusione: “E’ possibile che la causa di tutto sia una qualche forma di autoregolazione tra le piante esistenti. Faccio riferimento –continua il ricercatore- ad alcuni modelli matematici che ipotizzano che alcune piante possono attrarre risorse minerarie presenti nel suolo verso di loro, ma se da un lato comporta un beneficio per tali piante, dall’altro determina l’impossibilità per altre piante di occupare aree più lontane”. In effetti i modelli matematici a cui fa riferimento Tschinkel portano alla formazioni di cerchi, ma al momento non si capisce come facciano concretamente le piante a creare tali cerchi. La soluzione al mistero dunque, è ancora lontana.

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