dal sito: www.repubblica.it
SCENARI
E se la scommessa di oggi è l'affermazione sul mercato degli Ultrabook 1, la Intel di domani allarga lo sguardo ai molteplici aspetti della nostra vita futura: dallo shopping online alle pareti di casa interattive, dalla sicurezza in auto alla qualità dell'aria nelle nostre città.
Rivoluzione shopping. Un gesto per cambiarsi d'abito e capire se quel paio di jeans valorizza le nostre forme o se quella gonna cade male mentre ci muoviamo: il tutto senza nemmeno varcare la soglia di un camerino perché un avatar tridimensionale identico a noi ci mostra l'effetto su uno schermo. E' il progetto al quale da più di un anno sta lavorando il team della ricercatrice Nola Donato che - attraverso un algoritmo della Intel - sta cercando di mettere a punto un software che riduca al minimo i tempi per ricreare in tre dimensioni le sembianze di chiunque, affidando i movimenti alla tecnologia Kinect della Microsoft.
In prospettiva lo specchio magico di Nola potrebbe rivoluzionare il nostro modo di fare shopping nei negozi e rendendo l'acquisto online più verosimile e affidabile. I negozi del futuro, d'altra parte, potrebbero essere molto diversi da come li conosciamo e restare confinati nei limiti di un grande touchscreen. Non una fredda lista di prodotti ma un'immagine quasi tridimensionale ad altissima risoluzione che mostra reparti e scaffali, all'interno dei quali 'muoversi' e con un semplice 'touch' ottenere informazioni, foto dettagliate e video. Per poi, infine, acquistare.
Un magazzino virtuale potenzialmente infinito che potrebbe dare al cliente la sensazione di trovarsi fisicamente nel negozio e al venditore la possibilità di espandersi senza dover sostenere le spese che l'apertura di un vero punto vendita richiederebbero.
Volti e sicurezza. Lo abbiamo visto milioni di volte nei film di fantascienza ma l'entusiasmo di Wu Nguyen - un giovane ricercatore degli Intel Labs - è comunque trascinante mentre mostra il prototipo di una porta di un appartamento in grado di riconoscere il padrone di casa da una scansione biometrica del volto, della voce e delle impronte digitali. Una sofisticata telecamera al posto dello spioncino sarà in grado anche di verificare il contenuto dei pacchi o della posta che ci consegnano.
Una vita senza chiavi quindi, perché anche le nostre automobili saranno in grado di riconoscerci. Strumenti in grado di raccogliere un'infinità di dati sensibili che - viene sottolineato in continuazione - la Intel si preoccupa di proteggere accompagnando ogni scenario con metodi di criptaggio delle informazioni sempre più elaborati.
In un altro showcase viene mostrato ad esempio come potremmo proteggere le nostre foto postate sui social network: prima di decrittare un'immagine la cam del nostro destinatario dovrà riconoscerne il volto sempre tramite una scansione biometrica, altrimenti gli scatti restano nascosti.
In automobile. Se la Google-auto che si guida da sola è sempre più vicina, la Intel cerca di rendere più sicura la vita di chi è ancora costretto al volante. Il team del professor Srinavas Narasimhan della Carnegie Mellon University mostra un faro anteriore che - collegato a un processore e a una telecamera superveloce - è in grado di prevedere la traiettoria della pioggia o della neve. Il faro intelligente cerca così di non proiettare la luce contro le gocce o i fiocchi evitando cosi i riflessi che diminuiscono la visibilità e distraggono chi è alla guida.
Le pareti di casa. Avremo ancora bisogno di monitor quando ogni superficie delle nostre case o dei nostri uffici potrebbe trasformarsi in un display interattivo che interpreta i nostri gesti? Tom Cruise nel film Minority Report lo aveva anticipato, il sensore Kinect per Xbox lo ha reso realtà e la Intel cerca di andare oltre mostrando come attraverso un paio di sensori, una depth camera e un proiettore potremo navigare sui nostri social network, guardare foto o ritoccarle, proiettare film e slideshow senza telecomandi o controller ma semplicemente alzando un braccio tra le pareti del nostro salotto o parlando.
Coscienza verde. La crescente domanda di energia rende urgenti delle risposte alla cruciale questione della sostenibilità. I ricercatori della Intel ne sono consapevoli e in collaborazione con la Sap stanno mettendo a punto tecnologie in grado di monitorare e ottimizzare i flussi di consumo.
Sensori collocati nelle nostre case, auto e città, raccogliendo informazioni sulle nostre abitudini, potranno ottimizzare l'utilizzo di energia ed evitare gli sprechi ed educarci anche a un consumo disegnato sulle nostre reali esigenze.
In Irlanda è in corso un progetto pilota in collaborazione con il fornitore irlandese ESB per incentivare il mercato dell'auto elettrica e allo stesso tempo studiare il comportamento dei consumatori di energia del futuro. In mobilità ma anche in casa.
La sfida è sempre quella di raccogliere informazioni, metterle insieme e renderle fruibili e consultabili. Il team della ricercatrice Terry o'Shea mostra su un tablet un'applicazione in grado di raccogliere informazioni da sensori di inquinamento e atmosferici che evidenziano le aree di una città dove i livelli di monossido sono più alti e dove e in quanto tempo il vento li porterà. In futuro sapremo quindi se andare a fare jogging e dove trovare aria più respirabile. Un futuro abbastanza prossimo visto che nei prossimi cinque anni la Intel sarà impegnata in un progetto pilota a Dublino e Londra.
Sono scenari di un futuro più o meno vicino che corrono sul filo sottile che separa l'invenzione dall'innovazione quelli che la Intel presenta, propone e sostiene. E' difficile prevedere cosa davvero si affermerà sul mercato e cosa resterà confinato nei laboratori ma se un colosso come Intel investe 100 milioni di dollari solo negli Usa nella ricerca in collaborazione con le università c'è comunque da prestare attenzione.
Immaginare il futuro può essere un esercizio tanto divertente quanto fine a se stesso ma guardandoli da vicino quello che sembra ispirare gli Intel Labs non è tanto prevedere, da qui a 20 anni, cosa la tecnologia potrà fare per le persone ma cosa le persone vorranno dalla tecnologia. E questo può fare la differenza.
(03 luglio 2012)
Viaggio nei laboratori di ricerca del colosso dei chip, dove studiosi da tutto il mondo immaginano la tecnologia del futuro e si chiedono se e come ci cambierà dal nostro inviato FEDERICO BITTI
SAN FRANCISCO - "Tra dieci anni vorrei che la tecnologia leggesse i miei pensieri". Sono le parole e la fantasia di una bambina ad aprire il decimo anniversario del Research@Intel day, l'evento annuale nel quale il colosso dei processori apre alla stampa le porte dei propri laboratori di ricerca impegnati a immaginare, creare e ispirare quella che potrebbe diventare, da qui a dieci anni, la nostra nuova tecnologia quotidiana.E se la scommessa di oggi è l'affermazione sul mercato degli Ultrabook 1, la Intel di domani allarga lo sguardo ai molteplici aspetti della nostra vita futura: dallo shopping online alle pareti di casa interattive, dalla sicurezza in auto alla qualità dell'aria nelle nostre città.
Rivoluzione shopping. Un gesto per cambiarsi d'abito e capire se quel paio di jeans valorizza le nostre forme o se quella gonna cade male mentre ci muoviamo: il tutto senza nemmeno varcare la soglia di un camerino perché un avatar tridimensionale identico a noi ci mostra l'effetto su uno schermo. E' il progetto al quale da più di un anno sta lavorando il team della ricercatrice Nola Donato che - attraverso un algoritmo della Intel - sta cercando di mettere a punto un software che riduca al minimo i tempi per ricreare in tre dimensioni le sembianze di chiunque, affidando i movimenti alla tecnologia Kinect della Microsoft.
In prospettiva lo specchio magico di Nola potrebbe rivoluzionare il nostro modo di fare shopping nei negozi e rendendo l'acquisto online più verosimile e affidabile. I negozi del futuro, d'altra parte, potrebbero essere molto diversi da come li conosciamo e restare confinati nei limiti di un grande touchscreen. Non una fredda lista di prodotti ma un'immagine quasi tridimensionale ad altissima risoluzione che mostra reparti e scaffali, all'interno dei quali 'muoversi' e con un semplice 'touch' ottenere informazioni, foto dettagliate e video. Per poi, infine, acquistare.
Un magazzino virtuale potenzialmente infinito che potrebbe dare al cliente la sensazione di trovarsi fisicamente nel negozio e al venditore la possibilità di espandersi senza dover sostenere le spese che l'apertura di un vero punto vendita richiederebbero.
Volti e sicurezza. Lo abbiamo visto milioni di volte nei film di fantascienza ma l'entusiasmo di Wu Nguyen - un giovane ricercatore degli Intel Labs - è comunque trascinante mentre mostra il prototipo di una porta di un appartamento in grado di riconoscere il padrone di casa da una scansione biometrica del volto, della voce e delle impronte digitali. Una sofisticata telecamera al posto dello spioncino sarà in grado anche di verificare il contenuto dei pacchi o della posta che ci consegnano.
Una vita senza chiavi quindi, perché anche le nostre automobili saranno in grado di riconoscerci. Strumenti in grado di raccogliere un'infinità di dati sensibili che - viene sottolineato in continuazione - la Intel si preoccupa di proteggere accompagnando ogni scenario con metodi di criptaggio delle informazioni sempre più elaborati.
In un altro showcase viene mostrato ad esempio come potremmo proteggere le nostre foto postate sui social network: prima di decrittare un'immagine la cam del nostro destinatario dovrà riconoscerne il volto sempre tramite una scansione biometrica, altrimenti gli scatti restano nascosti.
In automobile. Se la Google-auto che si guida da sola è sempre più vicina, la Intel cerca di rendere più sicura la vita di chi è ancora costretto al volante. Il team del professor Srinavas Narasimhan della Carnegie Mellon University mostra un faro anteriore che - collegato a un processore e a una telecamera superveloce - è in grado di prevedere la traiettoria della pioggia o della neve. Il faro intelligente cerca così di non proiettare la luce contro le gocce o i fiocchi evitando cosi i riflessi che diminuiscono la visibilità e distraggono chi è alla guida.
Le pareti di casa. Avremo ancora bisogno di monitor quando ogni superficie delle nostre case o dei nostri uffici potrebbe trasformarsi in un display interattivo che interpreta i nostri gesti? Tom Cruise nel film Minority Report lo aveva anticipato, il sensore Kinect per Xbox lo ha reso realtà e la Intel cerca di andare oltre mostrando come attraverso un paio di sensori, una depth camera e un proiettore potremo navigare sui nostri social network, guardare foto o ritoccarle, proiettare film e slideshow senza telecomandi o controller ma semplicemente alzando un braccio tra le pareti del nostro salotto o parlando.
Coscienza verde. La crescente domanda di energia rende urgenti delle risposte alla cruciale questione della sostenibilità. I ricercatori della Intel ne sono consapevoli e in collaborazione con la Sap stanno mettendo a punto tecnologie in grado di monitorare e ottimizzare i flussi di consumo.
Sensori collocati nelle nostre case, auto e città, raccogliendo informazioni sulle nostre abitudini, potranno ottimizzare l'utilizzo di energia ed evitare gli sprechi ed educarci anche a un consumo disegnato sulle nostre reali esigenze.
In Irlanda è in corso un progetto pilota in collaborazione con il fornitore irlandese ESB per incentivare il mercato dell'auto elettrica e allo stesso tempo studiare il comportamento dei consumatori di energia del futuro. In mobilità ma anche in casa.
La sfida è sempre quella di raccogliere informazioni, metterle insieme e renderle fruibili e consultabili. Il team della ricercatrice Terry o'Shea mostra su un tablet un'applicazione in grado di raccogliere informazioni da sensori di inquinamento e atmosferici che evidenziano le aree di una città dove i livelli di monossido sono più alti e dove e in quanto tempo il vento li porterà. In futuro sapremo quindi se andare a fare jogging e dove trovare aria più respirabile. Un futuro abbastanza prossimo visto che nei prossimi cinque anni la Intel sarà impegnata in un progetto pilota a Dublino e Londra.
Sono scenari di un futuro più o meno vicino che corrono sul filo sottile che separa l'invenzione dall'innovazione quelli che la Intel presenta, propone e sostiene. E' difficile prevedere cosa davvero si affermerà sul mercato e cosa resterà confinato nei laboratori ma se un colosso come Intel investe 100 milioni di dollari solo negli Usa nella ricerca in collaborazione con le università c'è comunque da prestare attenzione.
Immaginare il futuro può essere un esercizio tanto divertente quanto fine a se stesso ma guardandoli da vicino quello che sembra ispirare gli Intel Labs non è tanto prevedere, da qui a 20 anni, cosa la tecnologia potrà fare per le persone ma cosa le persone vorranno dalla tecnologia. E questo può fare la differenza.
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