Cambiera’ qualcosa in Italia dopo il Convegno tenutosi a Montecitorio il 2 luglio scorso sulla fusione fredda e le LENR? E’ presto per dirlo, e non sappiamo ancora quanto sia stato preso sul serio dai membri del nostro governo.
Ma intanto un dato importante ce l’ha fornito.
Daniele Passerini, che era tra i circa ottanta invitati all’evento, nel suo ultimo pezzo su L’Indro riferisce brevemente i risultati dell’evento, dando (giustamente) molta rilevanza all’intervento di Stefano Concezzi, Direttore Scientifico della National Instruments.
Ed ecco il punto saliente di quanto detto da Concezzi: la National Instruments, colosso mondiale nel settore degli strumenti di misura professionali, fornitore principale dei maggiori centri di ricerca e societa’ ovunque nel mondo, dichiara pubblicamente il suo interesse verso la fusione fredda, attivandosi affinche’ la ricerca nel campo prosegua. A tal fine ha deciso di fare da sponsor a 10 selezionatissimi gruppi di ricerca di tutto il mondo, e tra questi ben due sono italiani: il gruppo di Vittorio Violante dell’ENEA di Frascati e quello di Giuseppe Levi dell’INFN di Bologna.
Il fatto che un gigante come la NI abbia deciso di fare un passo cosi’ importante, investendoci soldi e ‘mettendoci la faccia’, e’ un segnale fortemente positivo, che dovrebbe dar da pensare a tutti i detrattori della fusione fredda. E chissa’, magari spingera’ anche altri a fare la stessa cosa.
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